Il punto di luce risveglio dell'amore

CERIMONIA DELLA LUCE GENNAIO 2021

 

Iniziamo, (solo sul piano pratico e determinato da chi e da che cosa non sappiamo), l’inizio dell’anno, sappiamo bene che le energie entreranno innovative o pronte per chi è pronto a rinnovarsi, a mettere in gioco gli stereotipi personali, i giudizi, le paure.
Questa nuova energia subentrerà  con dolcezza come è tutto il percorso spirituale: lento, quieto, dolce, silenzioso, ma potente, forte e delicato.

Usiamo questa parte più densa delle energie che si dissolvono,   per chiudere il capitolo di esperienze, di sensazioni, di pensieri ed azioni vissute nell’anno che si sta piano piano disperdendo.
Nessuno di noi sarà mai più come prima, e lo spero fortemente per ognuno di voi. Spero e sostengo, non con la forma di speranza che delega agli altri, che delega agli eventi la soluzione dei problemi, ma come spinta individuale che  possa trovare all’interno di se stesso quella forza, quella scintilla capace di rompere il velo di oscurità, ottusità, di paura che porta a criticare, che porta all’insoddisfazione, che porta al giudizio negativo su se stessi, poiché quando lo sviluppiamo su noi stessi  lo indirizziamo su tutto ciò che ci circonda: cose, persone, eventi animali.

Tutto si impregna in modo così invisibile e sottile di quelle forme pensiero, di quelle microentità invisibili che  lentamente ma  costantemente nutriamo in maniera  molto spesso inconsapevolmente.

Certe attività mentali, certi meccanismi si realizzano per la  mancata  attenzione.

Esse sono semi immessi dentro di noi, nella mente, nel cuore, nelle emozioni e che abbiamo nutrito in modo tecnico, automatico.

Intanto la vita… il tempo della vita che ci è stato dato, che ci è stato consigliato di vivere piano piano, si dissolve come  con il tramonto la luce del giorno, così si consuma lentamente il vivere umano.

Sappiamo tutti che aldilà della più profonda oscurità l’attimo quando raggiunge l’apice ha  inizio il processo della luce lentamente con dissolvenza delicata dell’oscurità.

La LUCE arriva piano piano, non arriva tagliando di netto l’oscurità.

Essa, come entità solare la compenetra e piano, piano con dolcezza, come per coccolarla, in maniera profonda, lentamente dolcemente la  possiede.

Così la nostra esistenza: si spegne ogni giorno ogni ora e attimo, ma si riaccenderà con una luce completamente nuova, con una forza e una potenza  pari a ciò che ogni anima sarà stato in grado di trasformare, con la coscienza di  sentirsi l’unico e solo elemento che può usare i propri strumenti per poter tradurre ciò che gli  accade, la diversità, le differenze che sono indispensabili che  differenziano, ogni essere vivente, piante, animali e coscienze umane.

Così possiamo confrontarci, adattarci e comprendere, attraverso la sensibilità della coscienza, la capacità dell’apertura ciò che accade, perché accade e perché io esisto, vivo proprio in quel questo  ben determinato momento.
Cosa devo ancora ripulire, pagare? 

Pagare attraverso i miei crediti che altro non sono che le mie qualità e talenti .

Sono gli unici strumenti che possediamo per cercare fortemente di uscire lentamente da questa catena di tramonti e aurore, tramonti e aurore della nostra esistenza cosmica.

Sono semplicemente portavoce, ma chi porta la voce sono” IO”…

Ora siamo  in un momento di grande cambiamento, lo percepisce ognuno di voi, tutto ciò che ci circonda  sta abbandonando le vecchie abitudini, le collaudate postazioni.

Occorre lasciare che l’Essenza, quella che è capace di leggere i silenzi, di ascoltare il dolore, di percepirlo, di aiutarsi ed aiutare, si manifesti.

Ecco perché la voce di oggi è una voce più umana ma sostenuta dai Maestri poiché senza la LORO LUCE, senza il Loro faro che contatta la luce interiore di ognuno, noi non potremmo conoscere e riconoscere la direzione della nostra esistenza.

Vi ripeto spesso; che è un momento straordinario, un momento di grandi opportunità, anche se tali opportunità devono attraversare molto spesso l’incomprensione del perché di tali eventi.
Questa incomprensione, degli eventi, attiva all’interno di ognuno di noi la capacità di fidarsi e affidarsi poiché essi hanno una dimensione, una profondità, una luminosità ed una oscurità molto molto più grande di quello che percepiamo.

Per questo  ognuno di noi diventa  il manovale indispensabile a che il progetto del grande Architetto possa realizzarsi.

Le grandi opere hanno bisogno delle mani, della volontà, del lavoro, dell’impegno di tutti.

Così come ogni uomo   realizza all’interno di sé il personale progetto ed è l’architetto che propone a se stesso, pensa per se stesso ma poi… devono esserci  forti spinte interiori per poterlo realizzare come:  la volontà, il dolore, la tenacia.

È come il cieco che si affida a ciò che sente che lo ama,  lo nutre, lo guida e non ha bisogno di vedere per poter sentire percepire, sapere: INTUISCE, PERCEPISCE e CONOSCE.

Questo è il nostro ruolo, in modalità diverse, perché diversi sono i contesti in cui siamo nati, diverse sono le storie antiche da cui noi proveniamo.

Di sicuro c’è il saggio in ognuno di noi…

E’ quella voce silente che in qualche modo; costantemente  sussurra anche se la nostra mente, strettamente collegata alla personalità umana non segue, non perché non la sente ma perché ha paura di essere diverso, di non essere accolto, di non essere accettato di andare contro gli stereotipi consolidati dall’agire della maggioranza degli esseri umani..

Teme di perdere le persone che l’accolgono, lo  accettano.

L’Anima sottile, lo Spirito, l’Essenza sostiene e  fa rilevare la piccolezza della personalità  strettamente legata e collegata alle emozioni del vivere, alle emozioni delle percezione sensoriali.

In questa sorta di chiusura, di gabbia di pseudo certezze non riusciamo a guardare oltre, a vedere tutto ciò che è stato preparato per ognuno di noi.

Non riusciamo a percepire con chiarezza in quale direzione procedere, come procedere, con chi procedere, quando procedere.

Quella si chiama libertà, si chiama capacità di discernere.

C’è nella stessa fase di crescita dell’ esistenza umana quella che la psicologia chiama fase di opposizione.

La fase in cui ala  bambino e all’adolescente, non sta bene niente.

La fase in cui l’io incomincia ad individuare la propria forza, la propria diversità.

Sono le fasi dell’opposizione in cui  si nega  tutto ciò che  viene proposto  si sente la spinta a realizzare la propria identità per dare una potere all’io personale.

Se vi osservate vedrete che a tutto ciò che vi siete opposti in adolescenza costituisce oggi  ciò che invece perpetuate, fate.

Quella è la fase in cui l’io umano si identifica come un’identità, giuridica, rigetta con forza e percepisce chiaramente il vecchio intorno a sé, e sente di possedere energia e volontà per cambiare ciò che gli è stato proposto come modello di vita presente e futura.

Quello è un momento in cui le grandi energie fisiche sono moto potenti.

Poi tutto si riorganizza le esperienze, gli incontri, tutto ritorna ad una visione più serena, più quieta e tradizionale perché fare il rivoluzionario tutta la vita non è molto redditizio e accettato perché “il diverso” viene allontanato dalla massa.

L’adolescenza viene tollerata dagli adulti cristallizzati nelle ripetitività delle loro esistenze,  che aspettano con più o meno pazienza che questi stravaganti individui rientrino nella norma comportamentale stabilita da chissà chi.

Questa memoria di spinta al cambiamento  è  ben tracciata nell’anima; essa resta latente per tutto il corso della vita cercando di emergere e direzionare  le scelte, gli incontri verso il rinnovamento della visione della vita.

Successivamente subentrano i bisogni i ricatti affettivi e l’anima rientra nel cliché precostituito che chiameremo adattamento alla sopravvivenza.

Questo è il momento, storico, anche in cui molte anime si oppongono fortemente al cambiamento, come se fosse l’unica forza esistente nell’umanità: l’immutabilità.

È un’opposizione interiormente sostenuta dalla paura:  paura di opporsi  ai regimi (di qualunque genere familiare, economico, sociale).

Ora è il momento per riattivare quella  spinta al cambiamento con la consapevolezza che  il vecchio ha esaurito ogni spinta , ora è VUOTO.

Non basta opporsi occorre poi elaborare una proposta, un progetto all’interno del quale l’opposizione ha un posto straordinario, assorbe la paura, attiva il coraggio, spinge al CAMBIAMENTO.

Nel proporre il nuovo progetto le anime, attivano i talenti, le qualità tenute represse o messe a tacere.

Non è sufficiente ,solo distruggere e bruciare, occorre lasciare che da quelle ceneri  risorga la NUOVA UMANITÀ.

Nelle ceneri ci sono già tutti i semi, tutti i microprogetti.

Se vengono  calpestati , non sostenuti e nutriti da quella  cenere non emergerà nessun virgulto e la gemma non fiorirà.

Il seme che  tenta di rompere la sua pellicola, il suo guscio e con grande potenza, con grande forza emerge in una gemma, ma viene  schiacciato e si impedisce un percorso evolutivo come il  fiorire,  dare i suoi frutti, di evolversi si perderà una opportunità e il ciclo dovrà ricominciare ancora e ancora…

Il tempo che ci è dato e che ci viene proposto e riproposto continuerà sino a che saremo in grado di comprendere che quel seme spirituale, presente in ognuno di noi, è destinato ASSOLUTAMENTE ad emergere, a esprimere la sua bellezza, ad avere il suo spazio e concedere spazio agli altri.

In questa crescita il seme diviene il grande portatore di altri semi, di altri profondi cambiamenti.

Ora ci stiamo apprestando, lentamente, con dolcezza ad introdurci, per chi lo vuole veramente, ad emergere dal proprio guscio, dalle proprie paure e accogliere ciò che la gemma troverà al di sopra del terriccio poiché lassù si deve realizzare il progetto di pianta, di fiore, di albero, di frutto che darà altri frutti, i quali ripercorreranno gli stessi processi di crescita, opposizione, consapevolezza, risoluzione.

Siamo testimoni di un tempo meraviglioso straordinario all’interno del quale veramente possiamo decidere consapevolmente la nostra direzione: soffriremo, magari piangeremo, perderemo tanto ma acquisteremo  la capacità di riconoscere la strada che porta all’INFINITO.

Ciò che si perde nella materia è un bene effimero. 

Ciò che si conquista sul piano sottile è imperituro sempiterno, immortale.

La condivisione si realizza, diviene un bene comune e non una priorità di pochi di accumulatori: accumulatori di potere di denaro, accumulatori di cose, di persone.

Non è la quantità di persone che ci circonda, che si pone in adulazione nei nostri confronti, che deve determinare la nostra capacità di sapere chi siamo, quanto valiamo.

Il dubbio che ognuno sviluppa su se stesso è lo stesso dubbio che gli altri sviluppano su di noi e noi su gli altri.

È una catena, un circuito chiuso, in cui tutto gira esternamente perennemente ricalcando sempre gli stessi errori, gli stessi bisogni senza riuscire a tagliare, rompere questo cerchio all’interno del quale ci siamo imprigionati.

Lo ripetono da tanto che è questo  un momento molto importante ma non per gli avvenimenti che ci circondano, ma per la confusione che essi stanno determinando, la forza del dubbio nelle diverse direzioni che tali stati, tali eventi provocano, creano, materializzano intorno a noi e che non devono assolutamente portare a chiuderci.

Chiudendosi si proteggono le paure e si  mette distanza tra dentro e fuori e non si sostiene  il bisogno di uscire fuori dai propri spazi per potersi espandere.

L’espansione dell’Anima è immensa. Come l’acqua in un bicchiere se rimaniamo all’interno di questo contenitore e non la portiamo a riscaldarsi con la fratellanza, l’amore  permettendo a quest’acqua di evaporare e prendere tutti gli spazi e cogliere raggiungere cielo, terra, mari, suolo, sottosuolo poiché siamo tutti fatti della stessa essenza.

Abbiamo la libertà di rimanere chiusi come due dita d’acqua in un bicchiere(corpo), oppure elevarci, diventare sottili invisibili trasparenti nella nostra mente, nelle nostre azioni, nei nostri sentimenti e tenerci collegati con il tutto e tutti ed assaporare la gioia dell’Armonia e dell’equilibrio.

È l’unione che ci darà la forza.

Singolarmente ognuno di noi è debole, è piccolo e per quanto riesca ad elaborare, a lavorare la sua rimarrà sempre una unità, ma la forza, la forza  che parte dall’unità 0 e poi 1 e infinito, la forza della geometria in un insieme ordinato di punti chegenerano la forma.

Uniti in un insieme di entità che crescono che sono capaci di trasformare, di inglobare, di accogliere.

Abbiate cura di ciò che possedete perché è un tesoro immenso.

Date forza e coraggio alle vostre qualità perché abbiano la forza di trasformarsi in coraggio, in audacia, in capacità di leggere, comprendere, ascoltare e vedere oltre e ancora  oltre ciò che gli occhi vedono, che le  mani toccano, che le  orecchie odono, che la  bocca assapora.

Non abbiamo ancora visto udito e assaporato la bellezza della Luce, dei colori cosmici, delle Presenze che costantemente,  costantemente seguono con grande, grande profondo amore tutti i nostri percorsi esistenziali.

Questo è  una parte del grande progetto di questo momento:  prendersi cura di sé, perché questa cura debba  essere poi la forza che deve essere rivolta al fratello, come diceva San Francesco al fratello animale, al fratello vento, al fratello acqua, alla sorella terra.

Siamo strettamente connessi, che ci piaccia o meno, se lo percepiamo o meno tutto ciò che io faccio ricade su tutti voi, tutto ciò che ognuno di voi fa ricade su di me, su tutta la natura, su tutta la terra, l’acqua l’aria gli elementi, il Cosmo…

E se ci manipolano è solo perché noi lasciamo che lo faccino.

Qual è il modo di approcciarsi a questa manipolazione?

Sviluppare l’autocoscienza, ascoltare le voci diverse ma non dimenticarsi mai della propria; essa contiene tutto , tutto ciò che ci dà la direzione e le risposte che da sempre il genere umano cerca.

Dobbiamo vincere la paura e quando questa barriera sarà da noi assottigliata allora potremmo vedere un orizzonte di LUCE, laddove ci viene indicata la giusta direzione perché ci siamo fidati e affidati a noi stessi, alla nostra Essenza divina, alle Guide, alla nostra forza angelica, agli strumenti di guarigione, di comprensione che vita dopo vita, granellino dopo granellino, abbiamo conquistato, riconquistato.

Il risveglio è stato ed è  lento ma nel risveglio c’è l’apertura e la chiara direzione del percorso. 

Al mattino non ci si sveglia e ci si butta dal letto, il ritorno di tutti i corpi sottili si armonizza dentro di noi per portarci un’altra volta ad essere un’entità umana ed è dolce lento, anche se non lo percepiamo e non sappiamo ancora seguire questo ritmo  questo tempo armonico.

Cosa dirvi altro?

Io sicuramente mi preparerò con la mia Entità spirituale ad essere a disposizione, ad essere un manovale che aiuta e che viene aiutato da ognuno di voi.

Con la prossima cerimonia della Luce avremo la possibilità di riguardare dentro la nostra casa e osservare ciò che abbiamo rimesso a posto, ripulito, ciò che abbiamo lasciato e che rallenta il procedere, perché ci trasciniamo memorie e d emozioni pesanti.

Nella pace, della  consapevolezza del non giudizio, nella capacità di valutare quanto nutriamo le nostre paure e ciò che noi stessi costruiamo, dobbiamo essere consapevoli che portiamo in noi i nostri fantasmi, i nostri più potenti nemici.

La paura che noi creiamo è come una malattia autoimmune: distrugge noi stessi.

Occorre pian piano analizzarla, vedere da dove nasce estirparla e trasformare il suo prodotto in uno stato di benessere, in uno stato di forza. Occorre camminare guardando in avanti, non tenere le braccia strette al petto per proteggersi ma allargarle per accogliere tutto: tutto ciò che è in alto, ciò che è in basso, ciò che è a destra, ciò che è a sinistra, ciò che è avanti e ciò che è dietro.

Questo è il nostro e immenso potere: la capacità di discernere, di scegliere, ed usare le qualità  dell’anima,  non farsi usare,  non permettere agli altri di usarci  per sentirsi alleggeriti dalle personali responsabilità.

Occorre smetterla di lamentarsi per tutto e di tutto. Prendiamo il nostro pezzo di responsabilità e impegniamoci a trasformarlo in una grande opportunità di apertura verso gli altri, verso il pianeta.

Si preparano alla evoluzione  verso altre dimensioni, altri pianeti ed esistenze a noi sconosciute.

E  la nostra casa? Il nostro pianeta? Siamo nati qui ora e la nostra responsabilità ora è qui.

Non si lascia la spazzatura in casa per andare ad abitarne  un’ altra per poi riempirla ancora di altra spazzatura.

È un continuo cambiamento che porta dalla morte alla rinascita alla crescita  e ancora alla rinascita.

Puliamo la nostra casa interiore, puliamo i nostri spazi, puliamo la nostra mente lasciamo spazio al nuovo, al diverso, a ciò che non comprendiamo ma che ci affascina.

Se ci affascina vuol dire che abbiamo già creato un legame e  che se si persiste piano piano il MISTERO si trasformerà in  conoscenza e come tutte le conoscenze ci rende saggi, capaci di trasformarci e trasformare.

Non diciamo  agli altri cosa fare ma comunichiamolo attraverso il nostro agire, il nostro fare.

Non vivere più come su uno scannetto alimentando la presunzione di sapere.

Ciò che conosciamo è ancora così poco come un granello su una spiaggia infinita.

Solo quando il nostro percorso ci avrà portati a contenere dentro di noi tutta la spiaggia potremo solo iniziare a sentirci saggi e ricchi senza ricchezze.

Sia la nostra vita  testimonianza dei nostri progressi, dei nostri traguardi nel silenzio, nell’umiltà, nella saggezza del silenzio interiore.

Questo è il messaggio: IO ci sono… il  cuore,  l’AMORE non abbandona mai…

Anche  quando  questo corpo-  luogo non ci sarà più, la terra che lo ospita, sarà impregnata dalle sue energie che costituiranno il terreno su cui si tornerà ad agire. 

Il mio legame con tutti e con tutto è molto molto profondo.

Ma non dimentico mai  che vivo in un corpo umano con legami umani, con bisogni umani.

Ed è la bellezza della  crescita interiore e il sapere che se anche il tempo passa sul mio corpo in esso si sviluppa una grande crescita, si accende una Luce sempre più forte che si espande come in un prisma in tanti colori.

Concludo con grande umiltà come concludono i Maestri poiché sono una piccola discepola …              

                                SHANTI -SHANTI – SHANTI- OM